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Lettera aperta di Lucia Uva al P.M. Abate e al Dott. Motta

Lettera aperta al P.M. Dott Abate Agostino

Il pm Dott. Abate Agostino ha dichiarato di avere personalizzato il processo di Uva. Mi chiedo come si possa in uno Stato di diritto “personalizzare” un processo. Il pm dott. Abate sa bene che il suo consulente tossicologo non ha avuto nemmeno il coraggio di presentarsi all’incontro con i periti che l’hanno quindi considerato assente ingiustificato.

Il Procuratore Generale di Milano ha scritto che il caso di Giuseppe Uva merita maggiore rispetto e maggiore considerazione.

Come può il pm Dott. Abate Agostino continuare a sostenere la sua posizione, dopo che per tre anni e quattro mesi è rimasto sordo ad ogni nostra reiterata richiesta di perizia, poiché affermava che la causa della morte di Giuseppe Uva fosse dovuta ai farmaci?

Come si può consentire al Dott. Abate di vantare il caso Uva come una sua proprietà, quando persino il suo consulente tossicologo si è sottratto al confronto con gli altri periti? Io chiedo che qualcuno intervenga.

Il pm Dott Abate ha paura di sottoporre il fascicolo di indagine aperto su mia denuncia due anni fa ad un Giudice, in modo tale da non renderlo pubblico.

Io mi chiedo come la nostra Giustizia possa funzionare in questo modo.

Lucia Uva (24/10/11)

Lettera aperta al Dott. Motta

Dottor Motta,

considerando il disprezzo che ha manifestato nei confronti di Giuseppe durante il processo, mi chiedo come mai, se era così convito che Giuseppe fosse morto per i farmaci, non abbia avuto il coraggio di dire una parola in difesa della sua tesi.

Dottor Motta, vorrei sapere cosa pensa della sua tossicologa che non si è nemmeno presentata di fronte ai periti presentando un’assenza ingiustificata, quasi fosse uno scolaro che non si presenta alla lezione senza un motivo valido.

Vorrei sapere cosa ne pensano i massimi organi di Giustizia di tutto questo. Non posso farlo, ma mi piacerebbe chiedere al presidente del tribunale di Varese che cosa ne pensa di tutto questo.

Vorrei che la gente capisse che sono tre anni e quattro mesi che mi viene urlato in faccia che Giuseppe sarebbe morto per i farmaci e chi sostiene questa ipotesi, non appena è costretto a confrontarsi con i periti nominati dal Giudice, batte liberamente in ritirata. A me non interessano i soldi di un improbabile riasarcimento da parte di coloro che non hanno avuto un ruolo affettivo nella vita e nella morte di mio fratello, io sono sola ma non mi interessa. A me interessa solo avere Verità e Giustizia.

Lucia Uva (24/10/11)

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