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Inizia il processo contro i lavoratori e i solidali di Origgio

little-fish-eat-big-fish-smallAttenzione, il PRESIDIO È SPOSTATO ALLE 14.30.

 Lunedì 28 gennaio 2013: inizia il processo contro i lavoratori e i solidali di Origgio

Nel 2008 gli operai delle cooperative Leonardo e Java (che hanno un appalto al magazzino centrale dei supermercati Bennet), hanno lottato per mesi per rivendicare il rispetto del contratto collettivo nazionale e dei propri diritti, nonché migliori condizioni di lavoro e l’applicazione delle norme più elementari sulla sicurezza e sull’orario. 

CGIL e UIL avevano sottoscritto un infame accordo in deroga al ccnl che permetteva alle due cooperative di corrispondere ai propri soci-lavoratori solo il 60% del minimo salariale previsto, con una quota ulteriore di salario (circa il 20%) a cottimo e comunque legata alla produttività, rendendo così difficile se non impossibile alla maggior parte dei lavoratori raggiungere persino l’80% del salario. Ma nel corso del tempo i lavoratori in lotta hanno ampliato le proprie rivendicazioni dovendo affrontare la dura risposta repressiva che la direzione aziendale ha attuato: licenziamenti politici, isolamento e trattamento differenziato e peggiorativo per gli operai più attivi nella lotta.

Nonostante questo i lavoratori non si sono fatti piegare ma anzi, hanno abbandonato in massa CGIL e UIL, scegliendo la via dell’autorganizzazione della lotta insieme ai sindacati di base e ai molti solidali accorsi dalla provincia di Varese e dal Milanese.

Molte furono le giornate e le notti di lotta, con scioperi e picchetti. Diverse volte venne bloccato l’ingresso ai camion (in entrata e in uscita) impedendo così, di fatto, il rifornimento delle merci a tutti i supermercati della catena Bennet. Non mancarono le provocazioni da parte delle cooperative come la chiamata di lavoratori esterni per sostituire i lavoratori in sciopero.

La lotta di Origgio fu vincente (tutte le rivendicazioni dei lavoratori vennero accolte) e diede inoltre il via ad una intensa stagione, tuttora in corso, di scioperi e lotte nelle realtà della logistica (Esselunga, Ortomercato Milano, Il Gigante, DHL, SDA, UPS, Ikea…).

Proprio in seguito ad alcuni picchetti a Origgio, venti fra i tanti presenti sono stati denunciati e ora stanno per essere processati.

LA REPRESSIONE E I SUOI TRIBUNALI NON FERMERANNO LA LOTTA!

LUNEDÌ 28 GENNAIO, CI TROVIAMO ALLE 14.30 AL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI SARONNO, IN VIA VARESE

Se la produzione diretta delle merci viene sempre più “esternalizzata” verso aree del pianeta dove la forza lavoro è, al momento, molto più a buon mercato, non altrettanto vale per la distribuzione di quelle stesse merci.

Ecco allora che le lotte degli operai immigrati della logistica assumono un valore strategico sia per tutti i lavoratori sia per lo Stato, per i padroni, per le multinazionali che sullo sfruttamento intensivo di questa forza lavoro costruiscono le proprie strategie politiche ed economiche.

Come sempre, il progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita non è affatto una “tragedia inevitabile”, ma una chiara scelta dei padroni e dello Stato per ottenere sempre più profitto, attuata con la complicità dei sindacati concertativi.

Ma la vicenda di Origgio dimostra, per l’ennesima volta, che:

LA LOTTA È POSSIBILE.   LA LOTTA PAGA.

Assemblea delle realtà di movimento della provincia

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