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Continuano le attività del TeLOS itinerante!

Con o senza TeLOS proseguono le iniziative che erano in programma. Per restare sintonizzati vi consigliamo di seguire il nostro blog collafenice.wordpress.com o la pagina facebook TeLOS.

giovedì 7 giugno ore 20.30

al CIRCOLO DELLA TEPPA – via Guaragna 6, Saronno

Presentazione “Dell’incompatibilità tra nucleare e violenza” di Gunther Anders

“Il sabotaggio del sistema mercantile avviene anche liberandosi dal vecchio mondo che ci portiamo dentro. La liberazione non ha peggior nemico di chi pretende di cambiare senza scrollarsi di dosso gli aneliti di questa civiltà poliziesca. È troppo tempo che imparare a vivere significa cupamente vedere la morte viaggiare nelle vite.
Dipende solo dagli esclusi, dai fuorilegge, dagli spiriti alla ricerca di cieli stellati, da chi occupa gli spazi per prendersi il tempo di stravolgere le proprie vite, da chi è ostile a questo mondo, da chi non abbassa la testa davanti ai potenti e ai loro servi o anche da chi ha, fin ad oggi, solamente sognato di farlo.
Darsi all’invenzione della vita, darsi all’anonimato dei desideri anche se la situazione tecnica vorrebbe impedircelo.
Ciò che è non va negato in nome di ciò che era o di ciò che sarà prematuramente, ma per dare finalmente vita a tutto ciò che desideriamo e che potrebbe divenire, nelle sue smisurate possibilità.
Il contributo di Anders è prezioso perché è spinto da una tensione etica intransigente, incompatibile a qualsiasi forma di recupero filosofico, morale o politico.
Un contributo che annuncia diserzioni da questo mondo e sogni di un’insorgente aurora, affinché la sete di libertà possa contagiare in ogni dove.”

https://collafenice.wordpress.com/2018/05/29/presentazione-dellincompatibilita-tra-nucleare-e-violenza-di-gunter-anders-telos-ovunque/

giovedì 14 giugno

ore 21.oo alla Casa del Partigiano, via Maestri del lavoro 7, Saronno

IL CARCERE NON È LA SOLUZIONE, È UNA PARTE DEL PROBLEMA
https://collafenice.wordpress.com/2018/06/06/giovedi-14-giugno-incontro-con-olga-sul-carcere-alla-casa-del-partigiano/
https://www.facebook.com/events/108438820015843/

Discussione intorno al tema del carcere insieme al collettivo OLGa di Milano, che da anni lotta per un mondo senza galere.
Ci troviamo alle ore 21:00 presso la “Casa del Partigiano” in via Maestri del Lavoro 2, Saronno.

“Il carcere è un tassello fondamentale e funzionale della società in cui viviamo.
In esso vengono tuttora messi in atto dispositivi di coercizione e isolamento, volti all’annientamento delle peculiarità e dell’identità individuali del detenuto. E’ un luogo dove lo Stato continua la sua vendetta punitiva nonostante le continue riforme penitenziarie, volte a mostrare il carcere come luogo più “umano”, correttivo e di reintegrazione sociale. L’ipocrisia che si cela dietro questa parvenza democratica resta ai nostri occhi lampante: esempi chiave sono l’articolo 41-bis (anche noto come carcere duro) e il 14-bis, mediante l’applicazione dei quali sono previste misure disumane come isolamento, censura, negazione dei colloqui e dell’aria, per non parlare del carcere a vita, pena detentiva dove cade palesemente la paventata maschera del reinserimento sociale.
Seppur con una maggiore limitazione della libertà, questo tipo di dispositivo è un riflesso del mondo in cui viviamo. Pensiamo ad esempio alle scuole, ai luoghi di lavoro, alle città: anche in essi non si riproducono forse i ruoli di sorveglianti e sorvegliati, premiati e puniti, inclusi ed esclusi?
Esistono molteplici forme di esclusione e contenimento riguardanti il mutamento delle città, dove i centri assomigliano sempre di più a centri commerciali, e la riqualificazione e la speculazione edilizia stravolgono tanto i quartieri, quanto la vita dei loro abitanti. Un ulteriore inasprimento delle misure di repressione e controllo è reso possibile tramite l’aumento del numero delle telecamere di sorveglianza, ormai copiosamente disseminate lungo tutto il territorio cittadino, delle guardie private, degli organi di polizia e militari; sono inoltre introdotte nuove e apposite norme -vedi il “daspo urbano”- volte all’allontanamento di tutte le persone non ritenute idonee al “decoro cittadino”, che non rispecchiano i canoni di perfetto produttore-consumatore.
Gran parte dei detenuti presenti nelle carceri italiane vi è rinchiusa a causa di reati commessi contro il patrimonio e la proprietà. In un mondo dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, è facile intendere come chi possiede poco o niente si trovi spesso nella condizione di delinquere per sopravvivere.
A prescindere dal reato commesso, o presunto tale, non pensiamo che l’artefice debba essere punito con la reclusione o socialmente reintegrato: siamo convinti che il carcere non sia la soluzione, ma solamente una parte del problema. Per questo motivo non contempliamo l’idea di un carcere più giusto, né auspichiamo un suo miglioramento; anzi condanniamo e contrastiamo qualsivoglia forma di reclusione e negazione della libertà, volte al controllo di questa società e al mantenimento delle ingiustizie su cui si regge.”

venerdì 15 giugno ore 20.30

al CIRCOLO DELLA TEPPA – via Guaragna 6, Saronno

Presentazione de “La Critica Radicale in Italia. Ludd 1967-1970.”
A cura di Leonardo Lippolis e Paolo Ranieri; Ed. Nautilus.
https://www.facebook.com/events/599796217074441/
https://collafenice.wordpress.com/2018/06/06/venerdi-15-giugno-presentazione-de-la-critica-radicale-in-italia-ludd-1967-1970/

“Un grande sconvolgimento attraversa la società italiana alla fine degli anni Sessanta. Il recente, tumultuoso sviluppo economico non era stato accompagnato da un aggiornamento politico e sociale proporzionato. Questo ritardo della situazione nazionale condurrà il movimento a prolungarsi testardamente per tutto il decennio successivo laddove, negli altri paesi, i movimenti paralleli si erano già lasciati acquietare, assimilare e addomesticare.
I mutamenti della politica, del costume, della cultura, furono molti e profondi, anche se, a prima vista, gli insorti appaiono oggi sconfitti e brutalmente ricondotti all’obbedienza.
In continua dialettica con gli eventi pubblici, mutamenti non meno significativi si produssero nel pensiero di quel movimento, nella sua riflessione, nella sua coscienza, nella sua teoria, nella sua critica.
In particolare, un minuscolo nocciolo di riflessione e di analisi, affermatosi in contemporanea con la discesa del movimento nelle strade, è andato crescendo, articolandosi e perfezionandosi, finendo per rimanere alla fine padrone del campo. Tante tesi che apparivano eretiche da principio, sono oggi patrimonio comune di tutti coloro che si sollevano contro la sopravvivenza consentita.”

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