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Forum contro la guerra. Basta guerre, comunque le si chiamino!

Rovato, 14 e 15 ottobre.
I “rappresentanti dei governi di tutto il mondo che organizzano conferenze di pace e parlano della «Lega delle Nazioni» e di «Pace internazionale», contemporaneamente si preparano al riarmo mondiale in vista di un nuovo massacro.”

Queste parole, del pacifista anarchico ed antimilitarista Ernst Friedrich, scritte nel 1924 di quasi un secolo fa, furono profetiche per quanto iniziò a realizzarsi poco più di 10 anni dopo, ma sono ancora oggi drammaticamente attuali: i massacri infatti continuano e l’indifferenza, il fatalismo e la rassegnazione regnano sovrani.

Su questo punto la narrazione strategica, vera e propria disciplina accademica e arma effettiva dell’arte della guerra, svolge un ruolo fondamentale e continua ad essere efficac

e nell’anestetizzare la coscienza collettiva. A questo scopo concorre non solo l’esercito dei mercenari della stampa e di altri media ma, ben al di sopra di essi, con maggiore e criminale colpevolezza, altri attori decidono quali verità nascondere o deformare, e quali falsità diffondere. Sono grande parte degli intellettuali, delle gerarchie religiose, e della sinistra politica, almeno quella che è o è stata in parlamento, oltre ad alcune associazioni che si autodefiniscono pacifiste ma che talvolta sostengono interventi militari.

L’ex segretario generale dell’ONU Boutros Ghali (poco amato dagli Stati Uniti) ebbe a dire, a metà degli anni ‘90, che mentre per secoli le decisioni politiche fondamentali erano legalmente prese da élite, con l’esclusione della grande maggioranza della popolazione, ora a decidere è l’opinione pubblica, ovvero è l’opinione pubblica a dare legittimità all’autorità. Da qui l’importanza della narrazione strategica affidata agli intellettuali ed alle altre istituzioni. Da qui le delinquenziali responsabilità che costoro si sono assunti e continuano ad assumersi.

Fino ad un secolo fa gli intellettuali, che già tradivano la propria missione originaria di ricercatori e difensori della verità sostenendo tesi adatte a compiacere i potenti, si rivolgevano solo alle classi dirigenti; ora invece le menzogne costruite ad arte con l’aiuto di gruppi multidisciplinari di “esperti” sono somministrate direttamente alla intera popolazione per convincerla ad assumere posizioni diametralmente opposte ai suoi interessi; e spesso queste mistificazioni hanno successo. Una vera e propria trappola democratica. Analoga involuzione rispetto ai fini originari hanno avuto altri soggetti: politici, religiosi e sociali , istituzionali e non.

Questa è la situazione, e in questa situazione ci è dato il compito di diradare le nebbie della falsa coscienza inculcata da infidi amici e da infidi e cattivi maestri.

È un compito molto oneroso e di lungo percorso in cui il primo passo è quello di iniziare una contro-narrazione di quanto sta avvenendo da un quarto di secolo. Per fortuna vi sono ancora alcuni intellettuali, politici di sinistra, religiosi e pacifisti non corrotti e non cinici, disponibili a quest’ impresa. È a costoro che ci siamo rivolti per un contributo in questo primo incontro pubblico, che si concluderà in un’assemblea per costruire una manifestazione a Ghedi contro le guerre in corso, e quelle in programma, e contro la costruzione e la detenzione di tutte le armi a partire da quelle, nucleari ma non solo, destinate a generare orribili olocausti. I quali saranno elogiati dai cortigiani e dai tifosi dei massacri filantropici, alla maniera di come si espresse l’Unità all’indomani dell’olocausto giapponese, il 10 agosto 1945, quando titolò che le due bombe atomiche erano state sganciate “Al servizio della civiltà”.

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