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25 Aprile 2017 : soffiano venti di guerra

Solo i pesci morti vanno con la corrente

Soffiano venti di guerra. E la guerra, pur con il mutare di armamenti o strategie, porta con sé il suo inevitabile epilogo: giochi di potere sulla pelle dei poveri. Però porta con sé anche l’ipocrita indignazione di fronte alle immagini di civili e bambini uccisi, torturati. Come se la guerra non fosse tutto ciò. Come se nella nostra stessa provincia di Varese non si fabbricassero armi.

Sono anni di trasformazioni internazionali, di guerre e cambiamenti climatici, e quindi di ingenti flussi migratori. Di fronte ad un mar Mediterraneo trasformato in fossa comune l’Europa continua ad innalzare muri, a ristabilire frontiere. L’Italia per voce del Ministro dell’Interno Minniti (di stampo piddino) ha legiferato sulla riapertura dei CIE, ora chiamati CPR, ma sempre e comunque lager del terzo millennio. E’ prevista la riapertura di un CPR in Lombardia, sarà dunque compito di ogni animo antirazzista impedire che ciò avvenga.

Per i governanti è il momento di mettere a profitto l’insicurezza percepita – instillata ad hoc nella popolazione – e con il decreto Minniti sulla sicurezza – Minniti stesso lo ha definito come decreto di sinistra – sono riusciti nell’ennesimo giro di vite sulle libertà individuali. Con il daspo urbano si concedono al sindaco poteri degni di uno sceriffo, capace ora di allontanare a piacere elementi indesiderati dalla città. Ma dietro la neutralità dell’emergenza sicurezza si cela un progetto più profondo di gestione classista delle città. Il decreto Minniti è palesemente contro i poveri e contro le presenze conflittuali nelle città. L’obiettivo che si pone è quindi il deserto e la pacificazione sociale in tempi di impoverimento degli strati meno abbienti.

Ed è proprio in provincia di Varese, a Gallarate, che il daspo urbano ha trovato il primo sostenitore. Si tratta del sindaco leghista Andrea Cassani che oltre ad averne dati già una decina è riuscito addirittura a lamentarsi della poca severità di questo provvedimento. A Saronno il sindaco leghista Fagioli oltre ad aver militarizzato come non mai la Polizia Locale sta svendendo il centro storico cittadino per poter reinvestire in strumenti repressivi come ad esempio le nuove telecamere di sorveglianza. Sono ormai giornaliere le retate contro i senza documenti, mentre sono non solo tollerate ma sostenute le iniziative dell’estrema destra locale che, sotto diversi nomi, prosegue nella sua propaganda di odio. Sono sempre più frequenti le apparizioni nelle piazze del varesotto dei partiti dell’estrema destra: Forza Nuova, CasaPound, Movimento Etica Tradate, senza dimenticare il tentativo di Lealtà Azione fatto lo scorso anno qua a Saronno.

Ma in questa società sempre più totalitaria e securitaria sarebbe limitante osservare il riorganizzarsi dell’estrema destra, perché i temi dell’estrema destra sono ripresi e sostenuti da tutte le forze politiche in campo. E’ l’incarnazione del pensiero unico, secondo cui, sotto l’ideologia della sicurezza e dell’emergenza, passano come “normali” provvedimenti allucinanti come i due nuovi decreti a firma Minniti, uomo di sinistra.

Soffiano venti di guerra, sia sul fronte esterno che sul fronte interno. Ogni passo ceduto allo Stato, al sindaco-sceriffo, all’ideologia dominante è un passo verso repressione e razzismo, verso la violenza che ogni giorno subiamo e che ogni giorno uccide nel mediterraneo, stupra nelle caserme, tortura nei CPR, arresta i poveri o i mendicanti, reprime chi si oppone.

Tutto ciò che otterremo invece sarà grazie al conflitto e alla solidarietà, nell’aiutare un senza docuumenti a scappare da una retata, ad impedire le violenze poliziesche, a rispedire al mittente la guerra tra poveri e nell’individuare chiaramente chi sono gli sfruttati e chi gli sfruttatori, nel non lasciare solo chi viene colpito dalla repressione.

Contro il pensiero unico che da destra a sinistra mortifica le nostre esistenze!

TeLOS

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