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Seveso: 18 aprile: Corteo No Pedemontana!

11035317_829172980488383_647133890382142363_n18 APRILE CONTRO PEDEMONTANA GRANDI OPERE ED EXPO
ore 10.00 presidi a Lentate sul Seveso in via Trieste angolo via 5 giornate;
ore 14.30 CORTEO A SEVESO Partenza ore 14.30 da piazza XXV aprile; al termine in piazza Confalonieri musica e banchetti con materiali informativi.
La Lombardia, negli ultimi decenni, è stata investita da un processo di cementificazione devastante, che ha determinato una vera emergenza dal punto di vista del consumo di suolo, ha imposto un’economia di rapina del territorio, ha rafforzato il groviglio di rapporti tra politica e affarismo, attraverso il quale, tra l’altro, si è ormai consolidata nel nord Italia la presenza dei gruppi di stampo mafioso. 
Oggi questo processo ha il suo nuovo fronte di devastazione nel Grande evento Expo e nelle grandi Infrastrutture, prime tra tutte le faraoniche autostrade lombarde.
Teem, BreBeMi, Rho Monza (per citare le più note) e il Sistema viabilistico Pedemontana con la sua faraonica autostrada ed una vasta serie di opere connesse, prima tra tutte la Varesina Bis, rappresentano la più grave opera di distruzione di aree agricole e la più imponente deforestazione dei tempi recenti.
Quello che resterà sarà una colata di asfalto che impatta sul territorio, incrementa i flussi di traffico in entrata e uscita, con conseguente peggioramento della qualità dell’aria nei comuni coinvolti.
A questo si aggiunga che spesso i territori portano i segni e l’eredità dell’industrializzazione. Il caso più eclatante e scandaloso riguarda Pedemontana, i cui lavori (giunti a Lentate sul Seveso) se proseguiranno, entreranno nell’area contaminata dalla diossina a Seveso e negli altri Comuni coinvolti nel disastro Icmesa del 1976 comportando gravi rischi per la salute della popolazione.
Le città ridisegnate e stravolte, le aree verdi saccheggiate, le ombre sull’assegnazione degli appalti, uno spreco dissennato di risorse pubbliche, la gestione autoritaria da parte di governo e Regione Lombardia che non tengono in nessun conto la volontà delle popolazioni interessate: questo e molto altro hanno in comune Expo e le grandi autostrade. Ma Expo è anche un marchio, una suggestione, un ombrello sotto il quale far rientrare opere che, progettate molto tempo prima e indipendentemente, erano però in un’impasse economica e quindi realizzativa. E allora Expo diventa il pretesto, la falsa opportunità alla quale dobbiamo essere pronti. Emblematico è ancora il caso Pedemontana. La tratta in corso di realizzazione, la B1, è chiamata “variante Expo” per giustificare l’accelerazione dei lavori senza le opere connesse e gli interventi di mitigazione e compensazione al fine abbattere i costi (comunque molto alti) e anticipare i tempi (comunque abbondantemente in ritardo). Il risultato è un ecomostro che deve essere bloccato e smantellato.
La battaglia per contrastare Expo, e le battaglie per la difesa del territorio e contro le grandi opere sono oggettivamente collegate. Difendiamo i territori, e non perché ce ne sentiamo “padroni” ma perché terra, acqua, aria sono beni di tutti e dobbiamo difenderli !
Opponiamoci alla Pedemontana, alle grandi infrastrutture inutili e pericolose e al Grande imbroglio Expo

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