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Domenica 10 agosto, presidio al carcere di Busto Arsizio

presidio carcere busto WEB DEFINITIVOPRESIDIO DAVANTI AL CARCERE DI BUSTO ARSIZIO
DOMENICA 10 AGOSTO – Via Cassano Magnago 102 – DALLE ORE 15.00 ALLE 19.00
Volantino che verrà distribuito ai familiari dei detenuti del carcere di Busto Arsizio.
Pochi giorni fa Lucio è stato trasferito nel carcere di Busto Arsizio, arrestato l’11 luglio insieme a Francesco e Graziano, attualmente detenuti rispettivamente nelle carceri di Cremona e Lecce, accusato di un’azione di sabotaggio al cantiere TAV di Chiomonte avvenuta nella notte tra il 13 ed il 14 maggio 2013. Il 9 dicembre scorso erano stati arrestati per la stessa azione Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò.

Con questo presidio vogliamo portare la nostra solidarietà ai detenuti del carcere bustocco, così come a tutti coloro che si trovano in una gabbia.
LIBERE TUTTE, LIBERI TUTTI!
Nelle numerose iniziative organizzate nella nostra zona, abbiamo ribadito che la lotta contro il TAV non è un affare solo della Valsusa, così come le ripercussioni dell’opera che sono a livello nazionale e non limitate ad una porzione di territorio, tanto che anche qui nella nostra provincia sono moltissime.
Infatti il TAV fa parte di un sistema di trasporti completato da poli logistici,  autostrade, superstrade, raccordi, tangenziali e chi più ne ha più ne metta, e proprio qui ne abbiamo la dimostrazione. Esempi sotto gli occhi di tutti sono Hupac, interporto protagonista nel marzo scorso di un incidente che avrebbe potuto avere serie conseguenze per la salute di migliaia di persone; Pedemontana, il cui progetto devastante prevede il passaggio sui territori contaminati dalla diossina dell’Icmesa, oltre che in mezzo ad interi paesi, portando ulteriore inquinamento e traffico in una zona in cui la popolazione è già messa a dura prova per quanto riguarda le malattie respiratorie; il discorso è simile per quanto riguarda l’arsenico dell’Arcisate-Stabio o i veleni accumulati nel polo chimico ex-Montedison di Castellanza; e l’elenco è ancora lungo, con il denominatore comune che è il profitto di pochi a discapito della vita di tutti.

Riteniamo che opporsi a tutto questo sia necessario, esattamente come sta succedendo in Val di Susa per il TAV.

L’efficace  lotta che il movimento No TAV sta facendo (con pratiche diverse) da oltre venti anni, sta mettendo i bastoni tra le ruote a chi insiste per il compimento di questo collegamento ferroviario per ingrassare le proprie tasche, e sta mettendo in discussione un intero sistema socio economico. Tra essi, ad esempio, possiamo trovare partiti di ogni schieramento (PD e PDL in testa), imprese che sono vicine (per usare un eufemismo) a famiglie ‘ndranghetiste, banchieri ed affaristi di vario genere. Tutti spalleggiati da Procura di Torino e Forze dell’Ordine.

La magistratura torinese, infatti, negli ultimi anni la sta facendo da padrona: più di mille indagati in quattro anni, arresti e denunce che vorrebbero minare la compattezza e la determinazione di un movimento intero, senza che però esso venga scalfito da questi miseri tentativi.

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