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La loro sicurezza è la nostra prigionia

Volantino diffuso negli ultimi giorni a Saronno

LA LORO SICUREZZA LA NOSTRA PRIGIONIA
Parecchi partiti e movimenti politici negli ultimi tempi stanno basando buona parte della propria sporca propaganda politica sul tema della sicurezza, e anche a Saronno non manca chi spera di trarne un ritorno dal punto di vista elettorale.
Il concetto di sicurezza usato si avvicina terribilmente a quello di prigione: sicurezza è per loro proibire a tutti di bere una birra per strada; sicurezza è per loro avere delle strade deserte e videosorvegliate, in modo che ogni forma di vita venga attentamente controllata; sicurezza è per loro avere delle ronde che girano nelle ore buie a controllare e sorvegliare; in sostanza la sicurezza è per loro l’assenza di vita, dove l’habitat di ogni individuo siano le quattro mura di casa, il supermercato, la chiesa, il centro per lo shopping, tappe da raggiungere col medesimo itinerario ogni giorno, ogni settimana, ogni mese e così via. 

Che 1984 di Orwell da sciagurato presagio sia diventato una previsione azzeccata è agli occhi di tutti.
Ogni intervento di ristrutturazione urbana tende nella direzione securitaria: strade larghe, ben illuminate e videosorvegliate a puntino; ogni luogo aggregativo è a pagamento o quando va bene recintato, i poveri sono banditi dalla città per bene, dove c’è spazio solo per il vestito all’ultimo grido e per l’aperitivo in voga di turno.
Le megalopoli del terzo mondo per ora rimangono uno spauracchio, ma se c’è una direzione verso cui tende questa ristrutturazione è proprio quella: la città dei ricchi da una parte e la città dei poveri dall’altra. A questo macabro scenario si aggiungono i farneticanti tentativi di creare delle milizie cittadine di sorveglianza, ci provò la Lega e ci proverà, quando ne avrà la possibilità, Forza Nuova. Dietro il pretesto di una sicurezza che è comoda solo al potere c’è l’ideologia xenofoba, c’è il tentativo di aggregare intorno a parole d’ordine piene d’odio, per poi diventare una forza e dettare la propria legge, come è successo in Grecia con Alba Dorata o in Russia con i progrom dei neo-nazisti. I clandestini o gli immigrati in generale risultano essere le mire preferite di questi discorsi, a loro viene addossata la responsabilità della crisi, a loro viene addossata la responsabilità della mancanza di lavoro, a loro viene addossata la mancanza di sicurezza per le strade. Smascherare la retorica che si cela dietro a questi discorsi non è sufficiente, non è sufficiente perchè un attacco alle nostre esistenze è in corso e gli effetti di questo attacco si vedono ovunque. Non arrivi alla fine del mese e non puoi pagare l’affitto? Ti sfrattiamo. Non hai soldi per mangiare e rubi? Ti arrestiamo. Non vuoi rubare e fai la carità? Ti cacciamo dalle strade perchè le degradi. Non hai soldi per il biglietto? Ti impediamo di prendere il treno e di spostarti. Non hai i requisiti sufficienti per vivere qui? Ti cacciamo, e se muori in mare, in galera, in un CIE con delle lamette in pancia, in un vicolo buio sono affari tuoi. Non accetti tutto questo supinamente e ti ribelli? Ti controlliamo, manganelliamo e arrestiamo.
Per vivere in quartieri e città vive, per difenderci da chi ci vorrebbe automi che producono consumano e crepano, per difenderci da chi fa propaganda politica sulle nostre vite, per creare legami costruiti sulla solidarietà e sulla comunanza e non sull’odio verso il diverso, per non lasciare spazio a chi crede di poter alimentare la guerra tra poveri, impedire che Forza Nuova ritorni a propagandare le sue nefaste idee a Saronno ci sembra davvero il minimo. Perchè l’indifferenza non diventi l’arma di chi vuole la sicurezza di trovarci carcerati docili e sottomessi.

TeLOS

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