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Varese: contro il nuovo sistema di sorveglianza “Sinecura”

Volantino da scaricare e stampare.

SINECURA E LA SOCIETÀ DEL CONTROLLO
Nella società odierna il controllo totale sulla popolazione è diventata una
necessità primaria dello Stato per garantirsi che tutto continui a svolgersi
come prestabilito. Questo sistema socio-economico deve continuare a fare
il suo corso indisturbato senza che nessuno si permetta di dissentire e
mettere in discussione lo stato di cose attuali. Di fatto la libertà di parola e
di espressione non esiste; qualsiasi voce si alzi dal coro e si prenda la 
libertà di sollevare dei dubbi sugli ormai decadenti valori sulla quale si basa
questa decadente “democrazia” viene brutalmente ammutolita. Il divieto di
volantinare e attacchinare senza seguire un iter burocratico, l’apologia di
reato, l’occupazione illecita di suolo pubblico ecc. sono tutte norme
strumentali in mano di chi ha il potere per sopprimere il dissenso. A dar
manforte ai mezzi di repressione sopra elencati ci sono in primo luogo le
telecamere, occhi che spiano le persone e frugano nella nostra intimità non
per garantirci “sicurezza” ma per garantire il controllo sulle masse e gli
interessi dei potenti. Per controllare le nostre coscienze.
A Varese, città già completamente blindata dalla video sorveglianza, è in
arrivo il progetto sperimentale SINECURA (Intelligenza partecipativa per
la sicurezza del territorio) sviluppato e finanziato da ELECTRON ITALIA
(società Elsag Datamat del gruppo
FINMECCANICA) che prevede
l’installazione di altre sette telecamere (oltre alle quattro già esistenti) in
Piazza Della Repubblica a costo zero per il comune.
Stavolta non si tratta di “semplici” telecamere ma di telecamere interattive
alle quali ogni singolo cittadino può accedere mediante un software
scaricato da internet che installato sul telefonino permette tramite bluetooth
di lanciare un segnale alla telecamera la quale si attiva, inquadra l’atto
criminoso e la polizia interviene all’istante.
Il piano SINECURA non è nato dalla richiesta del comune e quindi su
esigenze espresse dalla cittadinanza ma è stata la società ELECTRON
ITALIA a chiedere al sindaco Fontana e all’attuale giunta comunale di poter
sviluppare questo progetto assumendosi tutti i costi finanziari.
Varese accetta di essere un laboratorio a cielo aperto e noi siamo le cavie.
ROMPIAMO IL SILENZIO-CONSENSO
RIAPPROPRIAMOCI DELLANOSTRA VITA DELLA NOSTRA
INTIMITA’ DELLE NOSTRE STRADE DELLA NOSTRA CITTA’.
RIFIUTIAMO LA VIDEO SORVEGLIANZA CHE CI FA SENTIRE
I DENTI DEL POTERE SUL COLLO.

Collettivo Autonomo Varesino

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