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Contributo degli studentii saronnesi per lo sciopero del 14/11

PER NON FERMARSI, PER ANDARE AVANTI
Mercoledì 31 Ottobre tra i 2500 e i 3000 studenti delle scuole saronnesi sono scesi per strada, per manifestare, per protestare. Circa la metà degli studenti saronnesi non solo si è rifiutata di entrare in classe al suono della campana, ma ha anche ingombrato le strade per ore, urlando la propria insoddisfazione, la propria rabbia. 
Qualcuno si potrebbe chiedere: quale è stato il motivo di questa imponente manifestazione? Alcuni, i più attenti alla forma, possono dire di aver manifestato contro il nuovo DDL Aprea, che andrà a peggiorare ulteriormente la situazione della scuola pubblica. Basti la sola idea paventata di permettere la partecipazione nei consigli scolastici a “finanziatori esterni” della scuola, per far correre un brivido lungo la schiena di ogni pedagogo assennato.
Altri però di certo non avranno studiato a puntino l’ennesima aberrante riforma prima di decidere la propria partecipazione al corteo. Sicuramente non tutti gli studenti conoscevano alla perfezione il DDL, e magari non erano nemmeno interessati ad esso, ma non per questo motivo la loro protesta è stata meno importante. Non c’è infatti bisogno di studiare a menadito i commi e i cavilli vari di una qualche riforma scritta da qualche lurido parlamentare per sapere cosa ci piace e cosa non ci piace nella nostra scuola.
Siamo stanchi di questa scuola, siamo stanchi dell’educazione che ci vorrebbero impartire. Non vogliamo essere controllati ogni momento, come fossimo dei criminali: telecamere nelle scuole, carabinieri davanti ai cancelli e finanza nelle stazioni. Non vogliamo essere trattati come dei carcerati: registro elettronico, telefonate a casa ad ogni assenza, impedimento ad entrare ed uscire dalla scuola quando ne abbiamo necessità. Non vogliamo essere trattati come dei deficienti, limitarci a prendere appunti, dire sempre signorsì signore, ripetere a memoria la lezioncina e alzare la manina anche per chiedere di fare pipì. Non vogliamo essere messi in graduatoria, uno dietro all’altro, per il raggiungimento di chissà quale scopo.
Vogliamo poter discutere liberamente tra di noi, vogliamo poter scegliere cosa e quando studiare, vogliamo poter condividere i nostri saperi ed essere messi su di un piano di parità
con i professori. Vogliamo poter accedere liberamente alle nostre scuole, poterle usare al di
fuori degli orari scolastici, per confrontarci, studiare, stare insieme ai nostri compagni.
Vogliamo che la scuola smetta di essere un carcere, che smetta di essere una specie di
azienda, dove noi siamo i prodotti da costruire e vendere poi al mercato del lavoro. Mercato
del lavoro dove verranno selezionati i più sottomessi, i più accondiscendenti, quelli che non
osano dire di no, quelli che, ordinati e disciplinati si limitano ad eseguire gli ordini che gli
vengono impartiti.
La nostra protesta, per immaginare e sperimentare una scuola profondamente diversa
continuerà nei prossimi mesi. Il prossimo appuntamento è per mercoledì 14, quando
parteciperemo allo sciopero generale, aggregandoci al corteo di Milano.
Venerdì 9 Novembre alle 17.00, in biblioteca a Saronno,
presenteremo a chiunque fosse interessato le nostre idee
su questa giornata
Mercoledì 14 Novembre Corteo a Milano in concomitanza
con lo sciopero generale europeo
Liberiamo le scuola, liberiamo i saperi, liberiamo le nostre
vite!
Collettivo Anopticon

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