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Profughi dalla Libia a Tradate

 

Volantino in versione PDF da stampare.

PROFUGHI A TRADATE

Apprendiamo dalla stampa locale la notizia dell’arrivo a Tradate di 8 profughi provenienti dalla Libia.

La città di Tradate deve garantire loro ospitalità. Chiunque abbia letto “La Settimana” di Venerdì 29 luglio può farsi un’idea del tipo di accoglienza che il sindaco intende dare: alloggi di fortuna senza cucina né acqua calda e tanto meno docce; il marchio preconcetto e razzista di fannulloni potenzialmente pericolosi appioppato d’ufficio; lo sfruttamento delle residue energie, estorte a esseri umani stremati, da impiegare in lavori “socialmente utili”.

Da cosa cercano “rifugio” i migranti che affrontano il terribile viaggio verso le nostre coste? 

Quando si parla di profughi si parla di esseri umani strappati a viva forza dalle loro case, dalle loro strade e dai loro affetti, che fuggono dalla guerra in corso in Libia, dagli orrori dei bombardamenti, dalla persecuzione, dalla miseria e dalla fame. Come hanno fatto milioni di italiani in un passato non troppo lontano.

Molti sono morti durante il viaggio (dal 1988 sono circa 16.000 le vittime dei “viaggi della speranza” verso la Fortezza Europa) e quando riescono ad arrivare in Italia, oltre ad essere sfruttati come schiavi, se non hanno i documenti, possono essere reclusi (adesso, proprio grazie alla Lega Nord, fino a 18 mesi) nei Centri di Identificazione ed Espulsione, veri e propri lager di Stato.

E chi li sta costringendo a questa disperata fuga dalla loro terra?

Lo Stato Italiano, Lega compresa, che invia i militari a salario, a guerreggiare per il mondo; le industrie belliche della nostra provincia (a Venegono l’Alenia Aermacchi e a Samarate l’Agusta Westland, entrambe del gruppo Finmeccanica,fra i principali produttori mondiali di armi e tecnologie militari) che producono molte delle armi impiegate nei vari conflitti, e le multinazionali. Questi sono alcuni dei principali responsabili del saccheggio, dell’impoverimento e della fame endemica che affliggono ogni paese da cui provengono i profughi.

Cosa si intende per solidarietà?

A nostro avviso la solidarietà è una faccenda chiara: è lottare attivamente giorno dopo giorno contro tutto ciò, è una questione etica intrinsecamente gratuita e lontana anni luce dalla carità pelosa elargita col contagocce dai burocrati e dai politicanti di ogni risma.

Riteniamo che una casa per vivere in condizioni dignitose sia una necessità irrinunciabile per tutti, italiani o immigrati, lavoratori o disoccupati.

Le case a Tradate ci sono eccome e casomai la questione da discutere è quella dell’enorme quantità di case lasciate volutamente sfitte, al fine di speculare ed alzare al massimo i profitti del ristrettissimo numero di palazzinari locali.

Rifiutiamo la politica della paura che ci costringe a vivere come carcerati nella nostra stessa indifferenza.

Rifiutiamo il razzismo e la discriminazione.

Rifiutiamo il concetto totalmente falso dello straniero come nemico.

Per contrastare un sistema che crea ovunque inferni dove la vita è impossibile e da cui milioni di persone sono costrette a fuggire: costruiamo situazioni di condivisione, solidarietà, ospitalità.

Solidarietà ai richiedenti asilo di Bari e di Crotone che si sono ribellati alle umilianti procedure messe in campo dal governo italiano.

KINESIS AUTOGESTITO Tradate

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