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A proposito d’amore, d’anarchia e di fango mediatico

da Indymedia Lomabardia

Vorremmo fare alcune considerazioni sulle affermazioni intrise di livore forcaiolo del giornalista Valerio Baroncini nel suo articolo “Storie d’amore e d’anarchia sotto la regia di una psicanalista” pubblicato sul Resto del Carlino del 7 aprile 2011.

Nell’articolo vengono riportate le parole del g.i.p. che afferma che Stefania è “estremamente attiva, promotrice e organizzatrice di numerose iniziative di contestazione”, come se ciò dovesse giustificare il suo arresto. Per noi, invece, tutte e tutti dovremmo muoverci e organizzarci per contestare l’attuale sistema politico ed economico caratterizzato da respingimenti, affondamenti e lager per immigrati, guerre, sfruttamento, catastrofi nucleari, devastazioni ambientali e quant’altro rende la nostra esistenza invivibile, il tutto in nome del profitto.

Chi si oppone e cerca di contrastare questo orrore con coerenza e generosità diventa, per il meschino Baroncini, oggetto di denigrazione e di scherno: definisce Stefania una Zdàura-matriarca e la paragona ad un animale col pedigree; i normali rapporti di amicizia, di affetto, di amore che intercorrono tra gli individui diventano anch’essi emblema di strane tresche e relazioni, i compagni più giovani sono gli “amichetti” o i “bambini” manipolabili o influenzabili da una regia; le sedi e i luoghi di incontro, confronto e iniziative pubbliche diventano “covi”. Forse Baroncini non sa, o fa finta di non sapere, che ci sono individui che vivono rifiutando ruoli e gerarchie, senza essere né capi né gregari, che condividono con gli altri le proprie esperienze e conoscenze per contribuire all’arricchimento di tutti, al di fuori da qualsiasi logica di potere.

Il fatto poi che sia una donna la figura da demolire permette all’esimio furfante di accanirsi maggiormente facendo largo uso dei più beceri luoghi comuni e giudizi sulle donne, soprattutto su quelle che si ribellano e che sono ben lontane dalle etichette che si tenta di cucir loro addosso.

Esprimiamo la nostra solidarietà e complicità come donne a Stefania e alle altre compagne e compagni che subiscono attualmente questo attacco repressivo e mediatico. Li rivogliamo subito tra noi, attivi come sempre nella critica radicale dell’esistente.

Alcune compagne del varesotto

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