Il governatore della Regione Sagrestia Roberto Formigoni si è appellato all'"arte laica e religiosa del dubbio" riguardo all'inchiesta che ha portato all'arresto di Piergianni Prosperini - ex vicepresidente della suddetta regione nonché assessore al turismo. Poco c'importa che Prosperini sia finito in galera per corruzione, turbativa d'asta e truffa nell'ambito di un'inchiesta su tangenti (sai che novità a Milano e in Lombardia...), che fosse o meno chiamato "il boss". Tutto questo lo lasciamo alle "anime belle" che ancora credono di vivere in un paese tanto onesto quanto democratico.

È altro, invece, che ci interessa rilevare a proposito del "Miles Christi" (anzi, “milites”, secondo il suo latinorum…) - il "soldato di Cristo", omofobo e razzista - e del suo governatore. Ci riferiamo agli intrallazzi neocoloniali tra Prosperini, Formigoni e Isaias Afewerki - ex combattente nella guerra di liberazione dal dominio etiopico e da anni dittatore dell'Eritrea. 

Già nel 2005 un'interpellanza parlamentare – in cui si tralasciavano gli stupri compiuti dai "nostri ragazzi" in missione "di pace" in Eritrea  (Continua)